LA LINGUA


Il Talmud Babilonese comprende brani di origine differente e usa essenzialmente due lingue: l’ebraico per tutte le citazioni bibliche (salvo le parti bibliche originariamente in aramaico) e per la letteratura tannaitica; l’aramaico per tutte le discussioni e le narrazioni amoraiche.
L’aramaico era la lingua diffusa (ancora oggi parlata in alcune regioni) nel Vicino oriente, di cui esistevano distinti dialetti.
L’aramaico del Talmud Babilonese è una forma di dialetto orientale, vicino al mandaico e al siriaco orientale. La sua pronuncia originale è incerta e costituisce un problema ancora irrisolto.
Nelle tradizioni di studio del Talmud delle differenti comunità ebraiche si sono sviluppate diverse modalità di lettura, che molto spesso contraddicono quelle che risultano dagli studi grammaticali, ma che comunque vengono accettate come patrimonio condiviso nelle singole comunità.
Il testo, come molti dei documenti posteriori alla Bibbia, non è vocalizzato e questo ne rende difficile sia la lettura che la comprensione. Consideriamo inoltre che anche la punteggiatura è quasi del tutto assente, tanto da rendere quasi impossibile capire dove iniziano e finiscono le frasi, e se queste hanno un tono interrogativo, affermativo o esclamativo.
Per questo al fine di realizzare una traduzione più accessibile, il Progetto si è avvalso del testo vocalizzato e punteggiato a cura di Rav Adin Steinsaltz.

Talmud Babilonese e Talmud di Gerusalemme

Sono nate due redazioni distinte del talmud grazie all’immensa opera dei centri di studio in Terra d’Israele e in Babilonia.
Il Talmud “Yerushalmì” è il risultato del lavoro delle Yeshivòt (scuole) in Terra d’Israele nel IV secolo, il Talmud “Bavlì” - Babilonese è stato prodotto nelle Yeshivòt babilonesi e redatto nel V-VI secolo.
La versione Babilonese, che tra le due è quella più ampia e posteriore nel tempo, viene considerata la più autorevole ed è quella maggiormente studiata nelle Yeshivòt contemporanee in tutto il mondo.

Questa è la ragione per cui il Talmud Babilonese è oggetto della traduzione italiana e non quello di Gerusalemme.